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IMPRESE ITALIANE NEL MONDO – EUROPA – REPORT COMMISSIONE PMI. TAJANI (V.PRES.): “PMI SPINA DORSALE ECONOMIA UE. FONDAMENTALI PER RILANCIO E COMPETITIVITÀ”

(2011-10-04)

        La Commissione europea ha presentato una relazione relativa alle (PMI) per il 2010  dal titolo : "Le PMI della UE stanno uscendo dalla crisi?" - in cui sono riportate indagini per ogni Stato membro della UE  in occasione della settimana delle PMI organizzata in tutta Europa tra il 3 e il 9 ottobre.

      La relazione conferma che le PMI rimangono la spina dorsale dell'economia UE. Nel 2010 vi erano quasi 20,8 milioni di PMI nell'economia commerciale non finanziaria dell'Unione, di cui 19,2 milioni erano microimprese con meno di dieci dipendenti (solo in Italia esistono ben 3.557.818 microimprese). Complessivamente, le PMI hanno fornito oltre i due terzi (il 66,9%) di tutte le opportunità  di lavoro nel settore privato dell'UE (ma addirittura il 81,4% in Italia) e il 58,4% del valore aggiunto lordo totale (addirittura il 71,3 % in Italia), rispetto alle 430.000 grandi imprese che rappresentano solo lo 0,2% delle aziende UE (lo 0,1% in Italia).

        Si prevede che nel 2011il loro numero aumenterà dello 0,9% e il loro valore aggiunto lordo del 3,9%. Dopo un calo biennale il numero dei loro dipendenti dovrebbe crescere dello 0,4%. La crisi non è tuttavia superata e le PMI sono  ancora costrette ad operare in un clima economico incerto.

      Scopo della "settimana delle PMI" è  incentivare le PMI e a promuovere l'imprenditorialità  affinché un numero maggiore di persone prenda in considerazione la carriera imprenditoriale. I due temi principali di quest'anno sono il trasferimento imprenditoriale e una seconda possibilità per gli imprenditori dopo la bancarotta. Il principale evento della manifestazione, il vertice della settimana europea delle PMI, sarà  organizzato presso il Parlamento europeo il 6 e 7 ottobre 2011 dalla Commissione, dall'intergruppo PMI del Parlamento stesso e dalle organizzazioni delle parti interessate.

        Antonio Tajani, vicepresidente e commissario europeo per l'Industria e l'imprenditoria, ha dichiarato: "Il fatto che la ripresa nel 2010 sia stata guidata dalle PMI evidenzia la loro importanza per la crescita e l'occupazione. Attraverso la settimana delle PMI intendiamo sottolineare ancora una volta il loro ruolo cruciale per la competitività  europea e l'urgenza di porre in cima alla nostra agenda politica la promozione di un clima favorevole alle imprese al fine di liberarne il potenziale. L'Europa ha bisogno di nuovi imprenditori innovativi e creativi pronti a correre rischi. Questa è la strada principale per la ripresa".

        La nuova relazione sottolinea che nel 2010 le PMI stavano uscendo dalla recessione del 2008/2009. Nonostante il clima difficile, le PMI hanno iniziato a riprendersi dal culmine della crisi registrato nel 2009. All'interno dell'UE il numero di tali imprese è rimasto ai livelli del 2009 con un totale di 20,8 milioni di aziende. Dopo la diminuzione del 6,4% del 2009, il valore aggiunto lordo combinato (VAL) delle PMI è aumentato del 3,4% nel 2010 (a cui si aggiunge una crescita stimata del 3,7% nel 2011). Sarebbe tuttavia affrettato ritenere tale andamento una ripresa effettiva di queste imprese in quanto l'occupazione non ha saputo tenere il passo. La tendenza al ribasso nel numero di occupati iniziata nel 2009 (-2,7%) ha conosciuto un rallentamento nel 2010 (-0,9%), si stima tuttavia che abbia comunque prodotto una perdita netta di oltre 823. 000 posti di lavoro nella UE.

        Meno duro l'impatto della recessione sulle microimprese, ma la loro ripresa è stata più lenta. Per settore industriale, le PMI hanno dominato per quanto riguarda il VAL e l'occupazione nei seguenti settori: edilizia, commercio all'ingrosso e al dettaglio, settore alberghiero, ristorazione e immobili, noleggio e servizi alle imprese.

    La valutazione dei risultati delle attività  delle PMI per il 2010 ha identificato tre gruppi: il gruppo dei paesi in cui le PMI hanno registrato un tasso di crescita positivo sia in termini di VAL (valore aggiunto lordo), sia in termini di occupazione. Esso comprende: Austria, Germania, Lussemburgo, Malta, Romania, Svezia e Regno Unito; il gruppo dei paesi in cui le PMI hanno registrato un tasso di crescita negativo sia per quanto riguarda il VAL sia per l'occupazione, cioè  Grecia, Irlanda, Spagna, Lettonia e Lituania; il gruppo dei paesi in cui le PMI hanno ottenuto un tasso di crescita positivo in termini di VAL, ma un tasso negativo in termini di occupazione, la cosiddetta ripresa senza posti di lavoro. L'Italia fa parte di questo gruppo, insieme a Belgio, Bulgaria, Repubblica ceca, Danimarca, Estonia, Francia, Cipro, Ungheria, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Slovenia, Slovacchia e Finlandia.(04/10/2011 – ITL/ITNET) 

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